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IL CAMMINO DEL SILENZIO


Chi desidera organizzare una presentazione-catechesi sul mio libro mi può contattare con un messaggio privato su facebook oppure fraemy3@gmail.com
Il libro è diviso in tre parti. L’arte del Silenzio descrive dodici tipi di silenzio, con l’aiuto del genio artistico del Beato Angelico. La danza del Silenzio mette in movimento tutto l’uomo (mente, cuore, sensi, corpo) per incontrare il silenzio (Dio). La musica del Silenzio traccia gli strumenti spirituali per vivere il cammino del silenzio.

Quanto rumore nel mondo!
Impariamo
a stare in silenzio
davanti a noi stessi
e davanti a Dio.
Papa Francesco

Maria, Madre e Vergine del Silenzio

Guardare a Te, Maria, mi viene un brivido di timore e di gioia. La tua mano dolce, ma ferma e comunicativa “mi dice” : “Fermati il Cielo è dentro di te”, “Non aver paura la tua vita è nelle mie mani”, “Non ti affannare e non ti agitare per le cose della tua vita, perché Dio provvede e stravede per te”. Mi indichi un cammino particolare del Silenzio, allontanando i pensieri di questo mondo, ma anche tutti i “rumori” dell’anima che possono essere intuizioni, locuzioni, profezie, che senza discernimento, sono solo “rumore”, “distrazione” e “non fiducia nella Tua Opera”. Il tuo dito divino poi ci eleva al Cielo, ci indica la strada dei semplici e dei bambini e ci “comanda dolcemente” di fare silenzio prima interiormente e poi esteriormente. Vergine del Silenzio tracci un cammino nella mia anima fatto di Silenzio, Parola di Dio, Eucarestia, Santo Rosario e Carità concreta verso tutti. Non c’è bisogno che tu cerchi Dio in quel corso, in quella persona, in quel carismatico, in quell’incontro di preghiera, in esperienze forti e travolgenti. Madre di Dio ci ricordi di “gustare” Dio nello stupore di ogni giorno della nostra vita. In un bosco in cui volano le farfalle e profumano i fiori e sono anche in agguato i serpenti e i cinghiali. Nella semplicità del Pane degli Angeli che ogni giorno entra nella “fornace” del nostro cuore per bruciare peccati e donarci il calore della Grazia per andare avanti. Maria sei Immacolata, sei Assunta, sei Vergine del Silenzio, sei Regina della Pace, ma sei unicamente e solo la nostra “mamma celeste” che ci culla e ci educhi alla vita dell’anima. Maria, sei Madre perché ci accudisci, ci curi e sei ferma solo nelle statue delle chiese, perchè non ti fermi mai per salvare tutti i tuoi figli. L’antico avversario che ci inietta con le sue strategie il suo veleno inerte non può niente per chi è sotto il Tuo manto celeste. Obbedisco a Te, Maria, dono la mia anima, il mio corpo, la mia mente e tutte le mie forze all’Opera del Figlio Tuo di guarigione, di liberazione e di salvezza del mondo intero. Penso a san Massimiliano Maria Kolbe innamorato dell’Immacolata e le sue “città” dedicate a Te, a Padre Pio che fin da piccolo si è affidato alla Madonna delle Grazie nel suo paese natale fino alla sua morte san Giovanni Rotondo, mi ritorna in mente san Luigi Maria Grignon che “schiavo” d’amore ti ha dedicato quel bellissimo trattato, infine penso che nessun santo e nessun vero cristiano non ti ha potuto non amarti. Maria, Vergine del Silenzio e del Canto donami parole nuove, musiche angeliche e gesti di carità concreta. Mi affido a Te che mi hai salvato e mi continui a salvare dal Nemico della mia anima e della mia gioia. Maria, Maria, Maria il tuo nome detto ad alta voce diventa un canto e sussurrato a bassa voce diventa una poesia. Appena si nasce si vagisce Maria e nell’agonia della morte si sussurra Maria. Tanti santi ti hanno visto in vita, io non voglio vederti, ma “vedo” ogni giorno i miracoli che compi nelle anime, “vedo” i cuori cambiati e le vite trasformate solo al passaggio del tuo “lembo” di mantello. Immagino che ogni giorno dal Cielo ci doni un mazzo di fiori profumati e ci dai la buona giornata cosi. Non possiamo essere tristi per tutti i regali che ci fai. Non possiamo essere indocili perché tu sei la Madre della docilità che “obbedisci” ad ogni nostra richiesta. Quello che facciamo non è per quella persona, per fare un favore agli altri oppure per farci dire: “Quanto sei bravo/a”, ma è tutto per TE, MARIA E PER IL TUO FIGLIO GESU’ che è morto ed è risorto per noi. Da quando ti ho incontrato Madre di Dio cosa è cambiato nella mia vita? Non cerco visioni, ne miracoli e ne apparizioni straordinarie, perché ogni volta che sussurro un’Ave Maria tu “appari” nel mio cuore con un silenzio amoroso e con una tenerezza tutta di madre. La sera, stanco da tante preoccupazioni, mi metto davanti a Te e ti affido quell’amico, quel nemico, quel malato, quella persona che soffre spiritualmente, quella mamma che è preoccupata per i suoi figli, quel sacerdote, quella suora, quella persona che ho incontrato; metto tutto il mio cuore nel Tuo Cuore e non solo c’è sempre spazio, ma è sempre spalancato a ricevere ogni allegrezza e ogni dolore dei Suoi figli. Cosa vuoi da me Maria? Rispondi a questa domanda ogni giorno vivendo una “spiritualità del quotidiano” alla scuola di Gesù e di Maria, senza essere né maestro e né superbo spiritualmente, ma sempre principiante e “lattante” per le cose di Dio cosi’ gusterai sulla terra il Regno dei Cieli. Amen

San Giuseppe Moscati, il medico santo e devoto alla Vergine del Silenzio

Nell’immagine statuetta bronzea della Vergine del Silenzio, appartenuta a San Giuseppe Moscati

Particolare devozione per la Vergine Maria

La devozione alla Vergine Maria, Moscati l’aveva appresa dai suoi genitori fin da piccolo. La Madonna era in cima ai suoi pensieri, ne parlava frequentemente, portava la corona del rosario nel taschino del panciotto e spesso la toccava e la baciava. Al suono dell’Ave Maria faceva il segno della croce ed invitava i presenti in ospedale a recitare l’Angelus. Si conserva ancora un busto marmoreo della Madonna, che egli venerava in casa sua. Sl tavolo della sua stanza da letto aveva invece una piccola statua di bronzo, che ritrae Maria e il Bambino che dorme sulle sue ginocchia.

Lei fa un segno di silenzio col dito sulla bocca. Sotto è indicato il titolo:”Vierge au silence” (la Vergine del silenzio). Moscati conosceva benissimo il calendario mariano, si preparava devotamente a celebrare le feste della Madonna, anche digiunando, e tutti i sabati non mangiava carne. Aveva grande devozione per la Madonna di Pompei, l’Immacolata e la Madonna del Buon Consiglio. Dinanzi a quest’ultima immagine, nella chiesa delle Sacramentine, fece voto di castità. Nelle cassette delle chiese che frequentava si trovavano spesso cospicue offerte per il culto della Madonna.Controprova di questa generosità è la costatazione che dopo la sua morte queste cospicue offerte non furono più trovate. Venerava la Vergine Immacolata nella chiesa del Gesù Nuovo, ma prediligeva anche la chiesa in S. Nicola da Tolentino, a ridosso della funicolare centrale. Da Bartolo Longo, fin da piccolo, aveva appreso l’amore per la Madonna di Pompei. Famoso è il suo scritto: “Come recito l’Ave Maria”, nel quale a ogni frase della preghiera egli pensa a un’immagine della Vergine. E così vede la Madonna delle Grazie, di Pompei, del Buon Consiglio, della Porziuncola di Assisi, di Lourdes, del Carmine, che afferma essere “la protettrice di mia famiglia”.

  • “La vita è un attimo; onori, trionfi, ricchezza e scienza cadono, innanzi alla realizzazione del grido della Genesi, del grido scagliato da Dio contro l’uomo colpevole: tu morrai! Ma la vita non finisce con la morte, continua in un mondo migliore. A tutti è stato promesso, dopo la redenzione del mondo, il giorno che ci ricongiungerà ai nostri cari estinti, e che ci riporterà al supremo Amore!” [Da una lettera all’Avv.Mariconda, che aveva perduto la sorella. 27 febbraio 1919]
  • “Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori, vengono a capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio, che li vuole salvi!
  • Negli ospedali la missione delle suore, dei medici, degli infermieri, è di collaborare a questa infinita misericordia, aiutando, perdonando, sacrificandosi. Coltivando nel cuore rancori, si finisce per trascurare questa missione, affidata dalla Provvidenza a coloro che assistono gli infermi; si trascurano pure gli infermi.Ogni tanto però il Signore dà un segno della sua presenza e consapevolezza. All’improvviso muore un ammalato, che non si è saputo attrarre e circondare di cure affettuose! Speriamo che il Signore gli sia vicino, nel momento estremo!”[Foglietto scritto da Moscati, datato 17 gennaio 1922, e trovato in un libro dopo la sua morte.]
  • “Il dolore va trattato non come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di un’anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l’ardenza dell’amore, la carità”.
  • [Frammento trovato da P.Alfredo Marranzini s.j. tra le carte di Moscati.]
  • “Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.” [Biglietto scritto da Giuseppe Moscati il 17 ottobre 1922]
  • “Esercitiamoci quotidianamente nella carità. Dio è carità: chi sta nella carità sta in Dio e Dio sta in lui. Non dimentichiamo di fare ogni giorno, anzi ogni momento offerta delle nostre azioni a Dio, compiendo tutto per suo amore.” [Dalla deposizione della Sig.na Emma Picchillo]
  • “Stasera abbiamo letto la vostra tesi. E’ stato un successo enorme… Tutti della commissione non hanno potuto che applaudire…Vedrete che chi non abbandona Dio, avrà sempre una guida nella vita, sicura e dritta. Non prevarranno deviazioni, passioni, a smuovere colui che del lavoro e della scienza – di cui l’initium est timor Domini – ha fatto il suo ideale.” [Da una lettera al Dott.Francesco Pansini. 10 marzo 1926]
  • Che cosa possono fare gli uomini? Che cosa possono opporre alle leggi eterne della vita? Ecco la necessità del rifugio in Dio. Ma tuttavia noi medici dobbiamo cercare di alleviare la sofferenza”. [Da una lettera al Dott.Roberto Silvestro, che aveva uno zio affetto da cancro-cirrosi al fegato. 17 settembre 1920]
  • “Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto solo al bene.”[Da una lettera al Dott.Giuseppe Biondi, 4 settembre 1921]
  • “Quali che siano gli eventi, ricordatevi di due cose: Dio non abbandona nessuno. Quanto più vi sentite solo, trascurato, vilipeso, incompreso, e quanto più vi sentirete presso a soccombere sotto il peso di una grave ingiustizia, avrete la sensazione di un’infinita forza arcana, che vi sorregge, che vi rende capaci di propositi buoni e virili, della cui possanza vi meraviglierete, quando tornerete sereno. E questa forza è Dio!”
  • “Ricordatevi che vivere è missione, è dovere, è dolore! Ognuno di noi deve avere il suo posto di combattimento… […] Ricordatevi che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime gementi, che ricorrono a voi. Quanti dolori voi lenirete più facilmente con il consiglio, e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista! Siate in gaudio, perché molta sarà la vostra mercede; ma dovrete dare esempio a chi vi circonda della vostra elevazione a Dio”. [Da una lettera al Dott.Cosimo Zacchino. Ascensione 1923]
  • Non c’è che una gloria, una speranza, una grandezza: quella che Dio promette ai suoi servi fedeli.Vi prego di ricordarvi dei giorni vostri d’infanzia, e dei sentimenti che vi tramandarono i vostri cari, la vostra mamma; tornate all’osservanza e vi giuro che, oltre il vostro spirito, ne sarà nutrita la vostra carne: guarirete con l’anima e con il corpo, perché avrete preso la prima medicina, l’infinito Amore”. [Da una lettera a un suo paziente, il Sig.Tufarelli di Norcara, in Calabria. 23 Giugno 1923.]

Preghiera della formichina

Signore mi sento una formichina, che quando alle volte viene calpestata dagli uomini corre più veloce non per paura, ma per amare di più. Porto pesi più grandi di me, ma sono piccola, fragile e povera. La Grazia del Tuo Amore mi dona la forza di un bufalo e le ali delle aquile per volare verso i “Cieli dei Cieli”. Cammino per terra con lo sguardo sempre rivolto al Cielo, sono impastata di “terra e di cielo” per costruire la città di Dio sulla realtà in cui vivo. Da sola, non c’è la faccio a lavorare e portare le molliche del pane ai miei fratelli e alle mie sorelle, ma insieme agli altri che mi aiutano sono più forte. Porto il cibo anche per le cicale che cantano spensierate e muoiono di freddo e di fame l’inverno, provvedo per chi è irresponsabile e immaturo. Creatore dell’universo, costantemente lavoro, nel silenzio e nel nascondimento, mi organizzo socialmente e sono industriosa e creativa, ma tutto è dono Tuo e ti chiedo di essere sempre strumento e serva inutile. Amen

fra’ Emiliano

Mentre tutti parlano, Maria tace

Mentre tutti parlano, Maria tace… Davanti al Redentore delle genti, cantano gli angeli, accorrono i pastori e tante persone dai villaggi vicini, persino il Cielo “parla” con la cometa che indica la strada ai magi, ma Maria fa silenzio… Il Suo silenzio è di stupore, di meraviglia, di adorazione per tutte le cose che accadono nella Santa Famiglia di Nazareth.
Le grandi cose che Dio fa nell’intimo delle sue creature producono, naturalmente, il silenzio, la commozione, la gioia e non parole, chiasso, rumore, successo, celebrità e vanità. Il Silenzio di Maria è la Parola più eloquente della Scrittura, perché in Lei è generato il Verbo eterno “fatto carne”. Maria resta in silenzio davanti alla culla e alla croce del Suo Figlio, ma il Suo Cuore magnifica ed esulta di gioia per le grandi meraviglie che il Signore ha fatto in Lei. Piccola, povera, serva del Signore, davanti agli “occhi” dell’Altissimo diventa la Gran Madre di Dio. Maria, Madre e Maestra spirituale, ci insegna in tutto il vangelo tante “lezioni sul Silenzio”, perché il Suo silenzio è semplice, umile, profondo, luminoso, estatico, divino, bellissimo. Oh Madre, il Tuo silenzio mi affascina, mi strugge il cuore, m’invade l’anima d’immensa Luce. Tu, Maria, sei lo stupendo capolavoro di Dio, e non basta tutta la nostra vita sulla terra per ammirarti e per imitarti, ecco perché sei la Porta dell’Eternità.
La preghiera di Maria è come rugiada che scende nella notte per esplodere di Luce nell’alba del nuovo giorno. La preghiera di Maria ci dona la pace e la gioia e con il Suo Manto Lei ci copre, ci avvolge e come un tappeto per magia divina ci fa volare in Cielo. La preghiera di Maria ci guarisce, ci consola, ci libera da ogni male e ci dona vita nuova e salvezza. La preghiera di Maria è potente contro il male, ci riscalda il cuore, ci apre gli occhi allo stupore, ci ristora e ci rinfranca nelle fatiche della vita. La preghiera di Maria ci dona speranza, ci apre alla Luce Vera che illumina ogni uomo, ci “sblocca” da ogni “blocco” che portiamo nel nostro cuore. La preghiera di Maria ci culla, ci dondola, ci accarezza, ci fa volare verso la Luce. La preghiera di Maria è “l’autostrada” che ci conduce subito a Gesù e ci fa essere “premurosi” per i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.
La preghiera di Maria, scaccia ogni tenebra e trasforma il nostro tempo in tempo non più nostro, ma di Dio. La preghiera di Maria, allontana la paura, riscalda il freddo del cuore e “brucia” i dolori , gli abbandoni,le incomprensioni della vita. La preghiera di Maria ci consola, asciuga le nostre lacrime, bagna il nostro cuore dell’acqua viva del Risorto e dona la luce sul nostro volto.
Oh Maria, Vergine del Silenzio, da quando ti ho incontrato “non hai smesso mai di parlare” nella mia vita e nella vita di tante persone. Ti affido i giovani, i malati nel corpo e nello spirito, papa Francesco, i vescovi e i sacerdoti, tutti i consacrati, gli artisti, i bambini ed ogni uomo e donna che ti cerca e non lo sa. Maria, che solo al sussurrare del tuo nome trema l’inferno e cantano gli angeli in paradiso, ti dono e ti consacro tutta la mia vita. Ti consacro per sempre il mio corpo, il mio cuore, la mia mente, le mie forze, tutto me stesso, perché sono Tutto Tuo e di Gesù con gli arcangeli, gli angeli e i santi.

Amen

L’isola del silenzio

La porta del Cielo si apre sulla terra e al suono dei gabbiani il Sole si spalanca di Luce Eterna anche al tramonto. Gli angeli cantano e le anime oranti sorreggono il mondo con la loro preghiera. Oh Silenzio, che ci avvolgi e ci sorprendi sempre con la Tua Pace. Tace la lingua, fiorisce il cuore alla Tua Lode.Il Volto nei volti, i volti nel Volto, icone luminose: finestre aperte al Mistero. L’acqua “sbatte” sul legno delle barche, ma non fa rumore. Tutto è musica e armonia naturale della Bellezza. Solo il Silenzio parla… Tutti ascoltano e le onde sono come il manto azzurro della Madre del Silenzio. Amen,

fra’ Emiliano

Il silenzio di discrezione

La lingua, le chiacchiere, il pettegolezzo sono armi che ogni giorno insidiano la comunità umana, seminando invidia, gelosia e bramosia del potere. Con esse si può arrivare a uccidere una persona. Perciò parlare di pace significa anche pensare a quanto male è possibile fare con la lingua.(papa Francesco). 

Quale esempio di discrezione ci dà la madre di Dio! Nemmeno a Giuseppe dà a conoscere il mistero. Chiedi alla Madonna la discrezione che ti manca. (San Josemaria Escrivà de Balaguer)

Credo che la saggezza delle persone stà nel “sapere” quello che si dice e non parlare e sparlare su persone e situazioni senza conoscerle in profondità. Il silenzio è anche una “sospensione del giudizio” davanti al mistero dell’altro che deve essere ascoltato, accolto, amato com’è e non giudicato o analizzato come una cavia da laboratorio. La discrezione è una virtù che ci permette di rispettare il pudore e la complessità del mistero dell’altro. Non possiamo andare continuamente alla ricerca di news, di scandali, di gossip, di quello che fanno gli altri… il tempo è un dono di Dio è va usato per pregare, amare, lavorare, leggere e pensare prima di tutto alla propria conversione. Chi è discreto è custode dei segreti degli altri ed è gentile nell’ascoltare e nel partecipare alle gioie e ai dolori degli altri. O Maria, Vergine della Bellezza interiore aiutaci a guardare nel volto degli altri il Volto del tuo Figlio.

Al di là delle parole

Solo quando il rumore cessa, si inizia a vedere ciò che conta. (dal film “Il grande silenzio”) 

C’è tutta una comunicazione non verbale che alle volte non sappiamo ascoltare in noi e negli altri fatta di sguardi, di sorrisi, di silenzi, di lacrime. La grande mistica ebrea Etty Hillesum scriveva nel suo diario: “ In me c’è un silenzio sempre più profondo. Lo lambiscono tante parole che stancano perché non riescono ad esprimere nulla”. Quante parole inutili “costruite” per vendere i giornali, per fare audience in tv e per diffondere gossip nel web. Gesù ci mette in guardia di “non sprecare parole”, ma di ascoltare la Sua Parola nel silenzio del proprio cuore per poi donare vere e autentiche parole agli altri. Al di là delle parole ci sono le persone, le situazioni di sofferenza, le incomprensioni del mondo civile ed ecclesiale. Simone Weil scriveva: “Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida”. Siamo responsabili dell’ascolto che diamo alle persone che incontriamo, perché l’altro con il suo mondo misterioso e tutto da scoprire può cambiare e modificare parte di noi. Alle volte è fondamentale “non parlare, ma guardare” per ascoltare in profondità i veri bisogni e le “parole indicibili” che l’altro non riesce ad esprimere perché pietrificato dalla sofferenza che si porta.  Come saper ascoltare e amare l’altro?

  • Non adattare la nostra immagine all’immagine dell’altro, perché l’altro è immagine misteriosa di Dio. Il grande monaco Thomas Merton scriveva: “L’inizio dell’amore è di lasciare che coloro che amiamo siano perfettamente se stessi e non volerli forzare ad adattarsi alla nostra stessa immagine.” Quanti conflitti familiari e comunitari perché vogliamo l’altro/a a nostra immagine?
  • Ascoltare al di la delle parole, non analizzare e non giudicare. Ogni persona è un mistero, un mondo nascosto e meraviglioso da scoprire, un universo di luci e di ombre, un’opera d’arte di Dio in realizzazione, uno “spirito incarnato” in un corpo di carne, in una geografia di ferite e terre nuove inesplorate ed è sopratutto una storia umana di salvezza con Dio.
  • Donare senza ricevere. La legge della gratuità è fondamentale per chi segue il “Dono-Gratuito-Crocifisso per Amore”. Molte volte riceviamo ingratitudine, disprezzo, maldicenza, non bisogna scoraggiarsi, ma lodare Dio perché il nostro nome è scritto nel Cielo.

Concludo con la preghiera della formichina che ho scritto tempo fa:

“Signore mi sento una formichina, che quando alle volte viene calpestata dagli uomini corre più veloce non per paura, ma per amare di più. Porto pesi più grandi di me, ma sono piccola, fragile e povera. La Grazia del Tuo Amore mi dona la forza di un bufalo e le ali delle aquile per volare verso i “Cieli dei Cieli”. Cammino per terra con lo sguardo sempre rivolto al Cielo, sono impastata di “terra e di cielo” per costruire la città di Dio sulla realtà in cui vivo. Da sola, non c’è la faccio a lavorare e portare le molliche del pane ai miei fratelli e alle mie sorelle, ma insieme agli altri che mi aiutano sono più forte. Porto il cibo anche per le cicale che cantano spensierate e muoiono di freddo e di fame l’inverno, provvedo per chi è irresponsabile e immaturo. Creatore dell’universo, costantemente lavoro, nel silenzio e nel nascondimento, mi organizzo socialmente e sono industriosa e creativa, ma tutto è dono Tuo e ti chiedo di essere sempre strumento e serva inutile. Amen”.