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Mentre tutti parlano, Maria tace

Mentre tutti parlano, Maria tace… Davanti al Redentore delle genti, cantano gli angeli, accorrono i pastori e tante persone dai villaggi vicini, persino il Cielo “parla” con la cometa che indica la strada ai magi, ma Maria fa silenzio… Il Suo silenzio è di stupore, di meraviglia, di adorazione per tutte le cose che accadono nella Santa Famiglia di Nazareth.
Le grandi cose che Dio fa nell’intimo delle sue creature producono, naturalmente, il silenzio, la commozione, la gioia e non parole, chiasso, rumore, successo, celebrità e vanità. Il Silenzio di Maria è la Parola più eloquente della Scrittura, perché in Lei è generato il Verbo eterno “fatto carne”. Maria resta in silenzio davanti alla culla e alla croce del Suo Figlio, ma il Suo Cuore magnifica ed esulta di gioia per le grandi meraviglie che il Signore ha fatto in Lei. Piccola, povera, serva del Signore, davanti agli “occhi” dell’Altissimo diventa la Gran Madre di Dio. Maria, Madre e Maestra spirituale, ci insegna in tutto il vangelo tante “lezioni sul Silenzio”, perché il Suo silenzio è semplice, umile, profondo, luminoso, estatico, divino, bellissimo. Oh Madre, il Tuo silenzio mi affascina, mi strugge il cuore, m’invade l’anima d’immensa Luce. Tu, Maria, sei lo stupendo capolavoro di Dio, e non basta tutta la nostra vita sulla terra per ammirarti e per imitarti, ecco perché sei la Porta dell’Eternità.
La preghiera di Maria è come rugiada che scende nella notte per esplodere di Luce nell’alba del nuovo giorno. La preghiera di Maria ci dona la pace e la gioia e con il Suo Manto Lei ci copre, ci avvolge e come un tappeto per magia divina ci fa volare in Cielo. La preghiera di Maria ci guarisce, ci consola, ci libera da ogni male e ci dona vita nuova e salvezza. La preghiera di Maria è potente contro il male, ci riscalda il cuore, ci apre gli occhi allo stupore, ci ristora e ci rinfranca nelle fatiche della vita. La preghiera di Maria ci dona speranza, ci apre alla Luce Vera che illumina ogni uomo, ci “sblocca” da ogni “blocco” che portiamo nel nostro cuore. La preghiera di Maria ci culla, ci dondola, ci accarezza, ci fa volare verso la Luce. La preghiera di Maria è “l’autostrada” che ci conduce subito a Gesù e ci fa essere “premurosi” per i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.
La preghiera di Maria, scaccia ogni tenebra e trasforma il nostro tempo in tempo non più nostro, ma di Dio. La preghiera di Maria, allontana la paura, riscalda il freddo del cuore e “brucia” i dolori , gli abbandoni,le incomprensioni della vita. La preghiera di Maria ci consola, asciuga le nostre lacrime, bagna il nostro cuore dell’acqua viva del Risorto e dona la luce sul nostro volto.
Oh Maria, Vergine del Silenzio, da quando ti ho incontrato “non hai smesso mai di parlare” nella mia vita e nella vita di tante persone. Ti affido i giovani, i malati nel corpo e nello spirito, papa Francesco, i vescovi e i sacerdoti, tutti i consacrati, gli artisti, i bambini ed ogni uomo e donna che ti cerca e non lo sa. Maria, che solo al sussurrare del tuo nome trema l’inferno e cantano gli angeli in paradiso, ti dono e ti consacro tutta la mia vita. Ti consacro per sempre il mio corpo, il mio cuore, la mia mente, le mie forze, tutto me stesso, perché sono Tutto Tuo e di Gesù con gli arcangeli, gli angeli e i santi.

Amen

L’isola del silenzio

La porta del Cielo si apre sulla terra e al suono dei gabbiani il Sole si spalanca di Luce Eterna anche al tramonto. Gli angeli cantano e le anime oranti sorreggono il mondo con la loro preghiera. Oh Silenzio, che ci avvolgi e ci sorprendi sempre con la Tua Pace. Tace la lingua, fiorisce il cuore alla Tua Lode.Il Volto nei volti, i volti nel Volto, icone luminose: finestre aperte al Mistero. L’acqua “sbatte” sul legno delle barche, ma non fa rumore. Tutto è musica e armonia naturale della Bellezza. Solo il Silenzio parla… Tutti ascoltano e le onde sono come il manto azzurro della Madre del Silenzio. Amen,

fra’ Emiliano

Il silenzio di discrezione

La lingua, le chiacchiere, il pettegolezzo sono armi che ogni giorno insidiano la comunità umana, seminando invidia, gelosia e bramosia del potere. Con esse si può arrivare a uccidere una persona. Perciò parlare di pace significa anche pensare a quanto male è possibile fare con la lingua.(papa Francesco). 

Quale esempio di discrezione ci dà la madre di Dio! Nemmeno a Giuseppe dà a conoscere il mistero. Chiedi alla Madonna la discrezione che ti manca. (San Josemaria Escrivà de Balaguer)

Credo che la saggezza delle persone stà nel “sapere” quello che si dice e non parlare e sparlare su persone e situazioni senza conoscerle in profondità. Il silenzio è anche una “sospensione del giudizio” davanti al mistero dell’altro che deve essere ascoltato, accolto, amato com’è e non giudicato o analizzato come una cavia da laboratorio. La discrezione è una virtù che ci permette di rispettare il pudore e la complessità del mistero dell’altro. Non possiamo andare continuamente alla ricerca di news, di scandali, di gossip, di quello che fanno gli altri… il tempo è un dono di Dio è va usato per pregare, amare, lavorare, leggere e pensare prima di tutto alla propria conversione. Chi è discreto è custode dei segreti degli altri ed è gentile nell’ascoltare e nel partecipare alle gioie e ai dolori degli altri. O Maria, Vergine della Bellezza interiore aiutaci a guardare nel volto degli altri il Volto del tuo Figlio.

Al di là delle parole

Solo quando il rumore cessa, si inizia a vedere ciò che conta. (dal film “Il grande silenzio”) 

C’è tutta una comunicazione non verbale che alle volte non sappiamo ascoltare in noi e negli altri fatta di sguardi, di sorrisi, di silenzi, di lacrime. La grande mistica ebrea Etty Hillesum scriveva nel suo diario: “ In me c’è un silenzio sempre più profondo. Lo lambiscono tante parole che stancano perché non riescono ad esprimere nulla”. Quante parole inutili “costruite” per vendere i giornali, per fare audience in tv e per diffondere gossip nel web. Gesù ci mette in guardia di “non sprecare parole”, ma di ascoltare la Sua Parola nel silenzio del proprio cuore per poi donare vere e autentiche parole agli altri. Al di là delle parole ci sono le persone, le situazioni di sofferenza, le incomprensioni del mondo civile ed ecclesiale. Simone Weil scriveva: “Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida”. Siamo responsabili dell’ascolto che diamo alle persone che incontriamo, perché l’altro con il suo mondo misterioso e tutto da scoprire può cambiare e modificare parte di noi. Alle volte è fondamentale “non parlare, ma guardare” per ascoltare in profondità i veri bisogni e le “parole indicibili” che l’altro non riesce ad esprimere perché pietrificato dalla sofferenza che si porta.  Come saper ascoltare e amare l’altro?

  • Non adattare la nostra immagine all’immagine dell’altro, perché l’altro è immagine misteriosa di Dio. Il grande monaco Thomas Merton scriveva: “L’inizio dell’amore è di lasciare che coloro che amiamo siano perfettamente se stessi e non volerli forzare ad adattarsi alla nostra stessa immagine.” Quanti conflitti familiari e comunitari perché vogliamo l’altro/a a nostra immagine?
  • Ascoltare al di la delle parole, non analizzare e non giudicare. Ogni persona è un mistero, un mondo nascosto e meraviglioso da scoprire, un universo di luci e di ombre, un’opera d’arte di Dio in realizzazione, uno “spirito incarnato” in un corpo di carne, in una geografia di ferite e terre nuove inesplorate ed è sopratutto una storia umana di salvezza con Dio.
  • Donare senza ricevere. La legge della gratuità è fondamentale per chi segue il “Dono-Gratuito-Crocifisso per Amore”. Molte volte riceviamo ingratitudine, disprezzo, maldicenza, non bisogna scoraggiarsi, ma lodare Dio perché il nostro nome è scritto nel Cielo.

Concludo con la preghiera della formichina che ho scritto tempo fa:

“Signore mi sento una formichina, che quando alle volte viene calpestata dagli uomini corre più veloce non per paura, ma per amare di più. Porto pesi più grandi di me, ma sono piccola, fragile e povera. La Grazia del Tuo Amore mi dona la forza di un bufalo e le ali delle aquile per volare verso i “Cieli dei Cieli”. Cammino per terra con lo sguardo sempre rivolto al Cielo, sono impastata di “terra e di cielo” per costruire la città di Dio sulla realtà in cui vivo. Da sola, non c’è la faccio a lavorare e portare le molliche del pane ai miei fratelli e alle mie sorelle, ma insieme agli altri che mi aiutano sono più forte. Porto il cibo anche per le cicale che cantano spensierate e muoiono di freddo e di fame l’inverno, provvedo per chi è irresponsabile e immaturo. Creatore dell’universo, costantemente lavoro, nel silenzio e nel nascondimento, mi organizzo socialmente e sono industriosa e creativa, ma tutto è dono Tuo e ti chiedo di essere sempre strumento e serva inutile. Amen”.